 Civitanova - Il porto Il porto di Civitanova rappresenta una grande risorsa per la nostra città la cui importanza, però, è stata spesso ampiamente sottovalutata; in una realtà a prevalente vocazione industriale il porto non è mai entrato in una strategia di sviluppo del nostro territorio. Il grande cambiamento sociale ed economico che interessa Civitanova, baricentro di un'area ben più vasta del territorio comunale, ripropone però, con urgenza, la necessità di inserire il nostro porto in un progetto di sviluppo più complessivo che abbia ricadute positive dal punto di vista produttivo, turistico e commerciale.
Queste considerazioni, unite alla passione per il mare che spinge un numero crescente di persone verso il diporto, sono alla base delle iniziative del "Madiere" per sollecitare un impegno delle istituzioni, per il rilancio e la modernizzazione del nostro porto.
Il problema della sicurezza. Il principale problema della nostra darsena è la scarsa sicurezza degli attracchi, in particolare nella parte occupata dal diporto; la causa sta nel mancato completamento dell'imboccatura, che il piano regolatore, risalente agli anni 60, prevedeva esposta ai venti del primo quadrante (Nord e Nord-Est). Come si può vedere in figura,
le onde (rappresentate dalle frecce rosse) entrano direttamente nella darsena o sono riflesse dal molo martello, e colpiscono i pontili con effetti molto pesanti. Le foto di una mareggiata autunnale mostrano in modo molto chiaro la gravità del problema.  Le onde investono le strutture a terra
 Il livello del mare sale oltre la parte fissa dei pontili
 Le strutture ricevono forti sollecitazioni
 Le ondate arrivano sul piazzale del porto
 Un'onda sommerge il pontile (notare la barca azzurra pi� in alto del molo)
 Un pontile dissestato dalle onde
 Il pontile della piccola pesca completamente distrutto
 Una barca travolta dalle onde
Il vecchio Piano regolatore è stato adeguato solo alla fine del 2005; l'assenza di un valido strumento urbanistico spiega perchè, tra i porti marchigiani, quello di Civitanova è certamente il più arretrato.
Il nuovo PRP (Piano Regolatore del Porto) Il piano regolatore approvato alla fine del 2005, con la costruzione di una nuova darsena da diporto a nord dell'attuale bacino (in pianta),
 Il futuro porto di Civitanova
risolve il problema dell'imboccatura rivoluzionando l'ingresso del porto che sarà orientato a Nord-Ovest, al riparo da ogni mareggiata. Con questa scelta il PRP affronta la questione della sicurezza ma lascia aperto un altro problema non meno grave: la carenza di posti barca. Il nuovo piano prevede infatti solo 430 posti barca per il diporto che, all'incirca, corrispondono alla attuale dotazione. Su questo aspetto "Il Madiere"ha sviluppato una pressante iniziativa per la modifica del P.R.P. interessando le Amministrazioni Comunale e Regionale e riuscendo a conseguire due importanti risultati. Il primo risultato è rappresentato da un accordo sottoscritto dal sindaco di Civitanova che impegna il Comune a destinare al diporto, oltre alla nuova darsena, anche gli spazi attualmente occupati portando in questo modo a circa 900 i futuri posti barca. Il secondo risultato è la decisione da parte della Regione Marche di prevedere nel Piano dei Porti marchigiani una dotazione di 900 ormeggi per il diporto a Civitanova. Queste due decisioni costituiscono un importante punto di partenza per uscire dalla marginalità in cui da tempo si trova il diporto civitanovese.
Un problema immediato: l'insabbiamento del porto. Se per la sicurezza ed i nuovi posti barca ci sono le premesse per una soluzione a medio termine, c'è una urgenza che invece non può aspettare: l'insabbiamento del nostro porto. Il fenomeno riguarda tutta la darsena ma in particolare l'imboccatura, dove il fondale è pericolosamente basso, con rischi gravi in caso di ingresso in porto con condizioni di mare agitato (vedi mappa).
Sull'argomento sono in corso contatti con il comune di Civitanova e la Regione Marche per una soluzione del problema.
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